Cresce ancora debolmente la manifattura Lombarda nel 3° trimestre

La produzione industriale lombarda registra un modesto +0,4% rispetto al II° trimestre 2022, riducendo così l’intensità della crescita congiunturale ma restando in territorio positivo. La variazione tendenziale sullo stesso trimestre dell’anno scorso è pari al +4,8%. Questo risultato positivo è diffuso a quasi tutti i settori con l’eccezione dei Mezzi di trasporto (-2,6%) e della Siderurgia (-4,8%) che registrano invece un calo tendenziale. Gli ordinativi – sempre in positivo – mantengono tassi di crescita moderati per l’industria (+1,3% dall’interno e +1,5% dall’estero). Risultati in linea anche per le aziende artigiane manifatturiere che segnano una crescita della produzione del +0,6% congiunturale che diventa +4,9% su base tendenziale. Per queste imprese - rivolte maggiormente al mercato interno - gli ordini mostrano segnali di cedimento (+0,4% congiunturale), mentre per i mercati esteri svoltano in negativo (-0,2%). Crescono maggiormente nel trimestre i settori del comparto moda (Abbigliamento, Pelli-Calzature e Tessile) che scontano ancora gap significativi da recuperare rispetto al dato medio, in particolare Abbigliamento e Tessile, avendo iniziato la fase di recupero in ritardo rispetto agli altri comparti. Resta alta l’attenzione sui prezzi. Beni energetici, materie prime e componenti varie registrano nuovi record spingendo il dato verso l’alto: rispetto al III° trimestre 2021 i prezzi delle materie prime sono cresciuti mediamente del 57% per le imprese industriali e dell’82,5% per le artigiane. Si attenuano tuttavia le difficoltà di approvvigionamento e migliora anche la situazione delle scorte di magazzino e dei materiali per la produzione. “Anche se nel terzo trimestre il quadro per la produzione lombarda rimane positivo, assistiamo a un ulteriore indebolimento della crescita e ci avviciniamo pericolosamente a un possibile punto di svolta negativo” commenta il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio. “Infatti, il deterioramento del quadro economico porta gli imprenditori industriali a un cauto pessimismo per il prossimo trimestre, mentre per gli artigiani il rischio di una contrazione della produzione è ancora maggiore.” "Gli ultimi dati relativi al comparto manifatturiero - dichiara l'assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Guido Guidesi - confermano che il tessuto produttivo lombardo tiene nonostante le difficoltà legate al 'caro energia'; un problema che l'Europa non affronta concretamente nonostante i ripetuti annunci. Come Regione Lombardia abbiamo messo in campo tutto quello che potevamo attraverso misure specifiche e strumenti creditizi. Ci attendiamo che oggi l'Europa faccia lo stesso altrimenti si rischia seriamente di compromettere l'economia trainante del Paese con gravi effetti sociali." Lo scenario più probabile per il prossimo trimestre è di una moderata contrazione congiunturale dei livelli produttivi che porterebbe ad una crescita media annua per il 2022 del +6,3%, ma a un tasso di crescita acquisito per il 2023 negativo pari al -0,3%.

LE DINAMICHE SETTORIALI

La maggior parte dei settori industriali mantengono significativi incrementi tendenziali dei livelli produttivi. Da segnalare l’ottima performance del sistema moda: Abbigliamento (+30,3%), Pelli-Calzature (+27,9%) e Tessile (+7,4%), tutti settori ripartiti tardi e ora in sensibile recupero. Incrementi sopra la media anche per Manifatturiere varie (+8,6%), Carta-stampa (+7,8%), Alimentari (+6,5%), Meccanica (+5,4%) e Legno-mobilio (+5,1%). In crescita, ma con intensità minori poco superiori all’1% Minerali non metalliferi e Gomma-plastica. Variazione nulla pe la Chimica. In contrazione tendenziale i Mezzi di trasporto (-2,6%) e la Siderurgia (-4,8%). Il positivo andamento del comparto moda è confermato anche dalle imprese artigiane. I risultati meno entusiasmanti, ma ancora positivi, si hanno nel comparto artigiano per Manifatturiere varie (+1,5%), Gomma-plastica (+2,6%), Meccanica (+3,5%), Alimentari e Carta-stampa (+4,6%). Variazione nulla, in questo caso, per la Siderurgia.

FATTURATO E ORDINATIVI

Il fatturato a prezzi correnti dell’industria segna un buon risultato tendenziale (+13,5%) e una crescita sul trimestre precedente del 2,6%. Gli incrementi di prezzo dei prodotti finiti in atto, con un ulteriore crescita del 6,1% congiunturale, influiscono sul risultato. Per le imprese artigiane il fatturato cresce dell’1,7% congiunturale e del 7,4% tendenziale. Anche in questo caso va considerata la dinamica dei prezzi dei prodotti finiti, cresciuti dell’8,1% rispetto al trimestre precedente. La dinamica congiunturale degli ordini interni migliora, ma resta debole, per l’industria (+1,3% congiunturale), come anche gli ordini esteri che si fermano a +1,5%. Risultati peggiori per l’artigianato con ordini interni poco sopra lo zero (+0,4%) e esteri in lieve contrazione (-0,2%). La quota del fatturato estero sul totale rimane elevata per le imprese industriali (39,8%) e resta poco rilevante e in diminuzione per le imprese artigiane (6,4%).

PREZZI

I prezzi delle materie prime presentano una dinamica congiunturale in continuo rialzo per tutti i comparti, ma con un rallentamento nell’ultimo trimestre. Per l’industria, l’incremento si assesta ora al +9,8% congiunturale, dal +15,9% di inizio anno. L’artigianato mostra una dinamica simile passando dal +19,8% del primo trimestre all’attuale +15,2%. I prezzi dei prodotti finiti seguono ancora da lontano l’incremento delle materie prime registrando un +6,1% per l’industria e un +8,1% per l’artigianato.

SCORTE DI MAGAZZINO

Le imprese industriali registrano un rientro delle scorte di magazzino verso livelli più che adeguati, con i segnali di scarsità ora in quota minoritaria. In questo trimestre, a fronte di una quota considerevole di imprese che giudica le scorte adeguate (63% per i prodotti finiti e 73% per le materie prime), si registrano saldi tra giudizi di esuberanzascarsità positivi per le materie prime (+1,8%) e leggermente negativi per i prodotti finiti (-0,8%). In miglioramento anche le scorte per l’artigianato, anche se i segnali di scarsità delle materie prime sono ancora giudicate scarse, ma in linea con i dati storici del comparto.

OCCUPAZIONE

L’occupazione dell’industria dà saldo positivo (+0,3%). Rimane stabile ai minimi la quota di imprese che ha fatto ricorso alla CIG: la quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione si attesta al 6,9% e le ore di CIG utilizzate si fermano all’1,1%. Ciò non vale per l’artigianato che, a fronte di un utilizzo della CIG ai minimi, registra un saldo occupazionale di poco sotto lo zero (-0,2%).

I dati presentati derivano dall’indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Lombardia relativa al terzo trimestre 2022 che ha coinvolto un campione di oltre 2.600 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (più di 1.600 imprese) e artigiane (più di 1.300 imprese).

I documenti completi e le slide di presentazione dell’Indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia sul settore manifatturiero lombardo/3° trimestre 2022 sono disponibili al link: www.unioncamerelombardia.it. Visualizzazione interattiva dei dati: www.unioncamerelombardia.it