La sostenibilità ambientale e sociale nelle imprese lombarde

Unioncamere Lombardia, sulla base dei dati dell’Indagine congiunturale realizzata su un campione di più di 5.000 imprese, presenta un aggiornamento su come le imprese lombarde affrontano il tema della sostenibilità ambientale e sociale.

L’attenzione delle imprese lombarde alla sostenibilità resta maggioritaria, ma mostra segnali di raffreddamento in alcuni settori.Il calo interessa l’industria dove l’importanza attribuita alla sostenibilità scende leggermente (79,5% dall’80,4%), e maggiormente l’artigianato manifatturiero (62,4% contro il precedente 65,7%), mentre nei servizi e commercio al dettaglio resta sostanzialmente stabile intorno al 70%. Non si tratta di un arretramento rispetto agli obiettivi di sostenibilità, ma di una fase di ricalibratura. Le aziende tendono a selezionare con maggiore attenzione gli interventi da adottare, privilegiando quelli più coerenti con le proprie capacità operative, con i vincoli economici e con ritorni attesi più misurabili.

La dimensione d’impresa si conferma il principale fattore discriminante: nelle imprese più grandi la sostenibilità è ritenuta importate per il proprio business da oltre il 90% degli intervistati dell’industria e dei servizi, mentre nelle classi dimensionali minori di artigianato, servizi e commercio le quote scendono sotto il 60%. Il dato evidenzia una sostenibilità ancora presente nell’agenda aziendale, ma più selettiva e condizionata dalla capacità organizzativa, finanziaria e gestionale delle imprese. L’utilizzo di incentivi per investimenti nella sostenibilità resta marginale, con il massimo utilizzo da parte delle imprese industriali e di grandi dimensioni (28,4%) e il minimo per le microimprese artigiane (solo il 3,5%).

L’effettiva adozione di misure per migliorare l’impatto ambientale dell’impresa cala ancora per le imprese del commercio mentre recupera per i servizi. Nel manifatturiero resta pressoché stabile, con solo un punto percentuale di differenza rispetto all’anno precedente. Ai primi posti tra le misure adottate la raccolta differenziata, il controllo dell’utilizzo dell’energia per ridurre i consumi e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile.

L’adozione di misure per migliorare l’impatto sociale si riduce di pochi punti percentuali rispetto all’anno precedente per tutti i settori. Tra le misure adottate spiccano la formazione continuativa, la valutazione del benessere lavorativo, il controllo delle quote età/genere/etnia/disabilità e la promozione dei fornitori del territorio. Migliora l’indipendenza energetica, con incrementi della quota di energia autoprodotta, in particolare per le imprese dell’artigianato e del commercio.

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